LO SCAPOLARE

  TESTO
qui    LA FAMIGLIA CARMELITANA IN ITALIA - INDIRIZZI - CARMELITANI  SCALZI
" Telefonare alla Famiglia Carmelitana, più vicina alla propria residenza e chiedere dove poter ricevere Lo Scapolare "




  Se avessi mai commesso...(con Testo)

SE AVESSI MAI COMMESSO
il peggiore dei crimini,
per sempre manterrei la stessa fiducia,
poiché io so che questa moltitudine di offese,
non è che goccia d’acqua
in un braciere ardente.
(x2)

Oh se potessi avere
un cuore ardente d’amore,
che resti il mio sostegno
non m’abbandoni mai,
che ami tutto in me,
persino la mia debolezza,
e non mi lasci mai,
né il giorno né la notte.
(x2)

Non ho trovato mai, creatura capace,
d’amarmi a tal punto e senza mai morire,
di un Dio ho bisogno,
che assunta la mia natura,
si faccia mio fratello,
capace di soffrir.
(x2)

Io so fin troppo bene che le nostre giustizie,
non hanno ai tuoi occhi il minimo valore,
ed io per dare un prezzo
ad ogni mio sacrificio,
gettare lo vorrei nel
tuo divino cuor.
(x2)

No, Tu non hai trovato
creatura senza macchia,
dettasti la tua legge
tra i fulmini del cielo,
e nel tuo sacro cuore,
Gesù io mi nascondo,
non tremo perché sei
la sola mia virtù.
(x2)

Testo canto liturgico tratto da pensieri di Santa Teresina del Bambin Gesù.


Niente ti turbi
Niente ti turbi,
niente ti spaventi:
chi ha Dio niente gli manca.
Niente ti turbi,
niente ti spaventi:
solo Dio basta.

La Madonna del Carmine

Come nasce la Devozione

I Carmelitani celebrano ogni settimana, al sabato la commemorazione liturgica di Maria.

Nella seconda metà del ‘300, ha inizio in Inghilterra una "solemnis memoria beatae Mariae virginis". Essa man mano andò prendendo una fisionomia completa anche nelle varie parti liturgiche, con l’oggetto preciso del "ricordo e del ringraziamento dei benefici impartiti da Maria al Carmelo, e quale esaltazione della Patrona."

È chiaro che la festa voleva essere un riconoscimento a Maria quale autrice "della pace" dell’Ordine dalle lotte esterne, incontrate in Europa, dopo la fuga dalla Palestina invasa dai Mussulmani. In Europa infatti non si voleva dar spazio a questo nuovo Ordine eremitico. È importante sottolineare che la primitiva data della festa - 17 luglio - sembra richiamarsi alla data dell’ultima sessione del concilio di Lione (17-7-1274) nella quale si decretò: "Concediamo all’Ordine Carmelitano di rimanere nel suo stato attuale, finché non si decida altrimenti". Decreto che lo salvò praticamente dalla soppressione.

Maria dona lo scapolare a San Simone StockNel' intenzione originale l’oggetto della festa è perciò molto chiaro: la "celebrazione dell’amore della Patrona". Soltanto in seguito la data venne spostata al "16 luglio" per ricordare l’apparizione di Maria a San Simone Stock, superiore dei Carmelitani. In quel momento di grande difficoltà per l’Ordine, verso il 1251 la Santa Vergine avrebbe promesso il suo intervento in favore dei suoi "fratelli", e dato lo Scapolare come segno della sua particolare intercessione.

Comunque nel ‘500 la festa - già diffusa in altre nazioni europee e nella stessa America - pur non perdendo la sua fisionomia primitiva di celebrazione di Maria Patrona, assunse gradualmente, fino a prevalere, il carattere di "festa dell’abito", anche a causa del moltiplicarsi dei fedeli che, specialmente in Spagna ed in Italia, venivano aggregati all’Ordine per mezzo dello Scapolare - segno di devozione alla Vergine, ed insieme della sua protezione nell’ora della morte.

Ciò che ulteriormente accentuò tale nuovo carattere fu pure la cosiddetta "Bolla sabatina" con cui Papa Giovanni XXII (1322) riferisce di una sua visione della Vergine, che avrebbe promesso la liberazione dal purgatorio il primo sabato dopo la morte per i Carmelitani e anche per i "confratelli" dell’Ordine, che avessero osservato la castità del loro stato, fatto preghiere e portato l’abito del Carmelo.

L’abito, che all’inizio indicava specificamente il mantello, presto venne inteso solo come "Scapolare". È certo che le due asserite promesse a San Simone (salvezza eterna) e a Giovanni XXII (liberazione dal purgatorio il primo sabato dopo la morte) incisero molto sulla diffusione della devozione alla "Madonna del Carmine" (come è più usualmente chiamata tra i fedeli) e sul moltiplicarsi di "confratelli" aggregati all’Ordine mediante il piccolo abito ("abitino") o Scapolare.

Non è quindi strano che la festa del 16 luglio si sia imposta man mano come "festa dell’abito", fino a divenire nel 1606 "festa delle confraternite carmelitane".

Tale festa, dapprima diffusasi spontaneamente in molte nazioni - ed anche nei riti mozarabico, caldeo, maronita, ambrosiano, greco-albanese -, nel 1726 venne estesa da Papa Benedetto XIII a tutta la Chiesa.

Si tratta di una celebrazione che direttamente riguarda soltanto un Ordine religioso e quanti ad esso si aggregano per amore di Maria, alla quale l’Ordine è dedicato per mezzo del segno dello Scapolare. Tale segno è, insieme al rosario, il più diffuso nella pietà dei fedeli di tutto il mondo. In certe regioni di Spagna e d’Italia viene ancor oggi consegnato dopo il battesimo; in alcune nazioni d’America fa parte della tradizione cristiana, tanto che col 16 luglio termina il precetto pasquale; in molte zone dell’India del sud è segno di appartenenza alla chiesa cattolica.

La celebrazione della Madonna del Carmelo - quindi - è la festa dell’Ordine Carmelitano e di quanti sono uniti al Carmelo nel riconoscere Maria quale sorgente di ogni bene in Cristo, e quale modello evangelico nel vivere l’ideale della preghiera contemplativa. Contemporaneamente la festa predica la certezza di fede nell’aiuto di grazia di Maria. L’amore particolare e la fedele imitazione danno sicura speranza che Colei che ha l’ufficio di essere "Madre nell’ordine della grazia....ha cura dei fratelli del Figlio ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli ed affanni fino a che non siano introdotti nella patria beata" (LG. 61,62).

Ella sarà segno di sicura speranza e consolazione per coloro che, attraverso l’umile "segno" della particolare dedizione, cercano di rifletterne la presenza nel mondo, sia in mezzo alle prove della vita, sia nei dolori dell’ultimo combattimento. Come pure sarà segno di speranza anche nel luogo della "purificazione" che prepara l’incontro eterno con l’Amore, fino a che non "siamo introdotti nel cielo".

Devozione alla Madonna del Carmine

Che cosa significa - che cosa comporta

La devozione a Maria nel Carmelo - legata alla storia e ai valori spirituale dell'Ordine dei "frati della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo" (Carmelitani) - è espressa mediante lo "Scapolare del Carmine" - o "abitino" (indicato anche con altri nomi secondo i diversi luoghi) - ed è una delle devozioni più amate tra il popolo di Dio.

Beata Vergine Maria del Monte CarmeloLa grande diffusione sembra doversi ricondurre alla tradizione di una visione della Madonna, documentata almeno alla fine del secolo XIV. È una devozione antica, che, tuttavia, conserva tutta la sua validità, se compresa e vissuta nei suoi valori autentici.


Lo Scapolare del Carmine

La decisione di consacrarsi a Maria deriva da una scelta della volontà, mossa dalla fede e dall'amore. È quindi un atto intimo, personale, che impegna le facoltà dell'anima. Può tuttavia manifestarsi esternamente per mezzo di un rito o di segni, che cadono sotto l'esperienza dei sensi e possono essere percepiti dagli altri.

L'uso di espressioni sensibili è pienamente conforme alla natura dell'uomo, che solo attraverso i sensi comunica con il mondo esterno. Viviamo in un mondo fatto di realtà materiali piene si simbolismo: la luce, il fuoco, l'acqua..

Nella vita di ogni giorno, esistono anche esperienze di relazioni tra gli esseri umani, che esprimono e simboleggiano cose più profonde, come il condividere il pasto (segno di amicizia), partecipare ad una manifestazione di massa (segno di solidarietà), celebrare insieme un anniversario nazionale (simbolo di identità). Gesù è il grande dono e il segno dell'amore del Padre. Egli stabilì la Chiesa come segno e strumento del suo amore. Nella vita cristiana ci sono anche dei segni. Gesù li utilizzò: il pane, il vino, l'acqua... per farci comprendere realtà superiori che non vediamo e non tocchiamo.Nella celebrazione dell'Eucarestia e dei sacramenti (battesimo, confermazione, riconciliazione, matrimonio, ordine sacerdotale, unzione degli infermi) i simboli (acqua, olio, imposizione delle mani, anelli...) esprimono il loro significato e ci introducono in una comunicazione con Dio, presente attraverso loro.

Oltre ai segni liturgici, esistono nella Chiesa altri segni, legati ad un avvenimento, ad una tradizione, ad una persona. Uno di essi è lo Scapolare del Carmine.

La consacrazione alla Madonna, mediante lo Scapolare, si traduce anzitutto nello sforzo generoso di imitarla.

Esso è un richiamo a penetrare il mistero della sua vita interiore, del suo servizio amoroso e della sua unione ontinua con Cristo Gesù.

La vera imitazione della Madonna investe tutta la vita, le disposizioni interiori e le relazioni con gli altri, portandoci a fare ogni cosa come Lei l'avrebbe compiuta.

Rettamente intesa, tale consacrazione, non porta né ad una devozione "intimistica", che pretende farsi "bella" agli occhi di Dio trascurando i fratelli, dimenticandosi che "ci si salva insieme"; né può dar adito all'accusa di "mettere in second'ordine Gesù Cristo".
Che cosa sta più a cuore, infatti, a Maria se non che nei nostri cuori regni suo Figlio? Ben conscia di tale verità, la Chiesa stessa continua a proporci l'imitazione di Maria, proclamata la "prima cristiana", l'ideale di ogni uomo che voglia vivere nel modo più pieno il rapporto di amicizia e di amore con Dio.
"Maria è riconosciuta eccellentissimo modello della Chiesa, nell'ordine della fede, della carità e della perfetta unione con Cristo, cioè di quella disposizione interiore, con cui la Chiesa, sposa amatissima, strettamente associata al suo Signore, lo invoca, e per mezzo di Lui, rende culto all'eterno Padre" (Paolo VI, Culto mariano, n.16-23).

La consacrazione alla Madonna richiede anche di operare in suo onore.

Come figli affezionati, i suoi fedeli cercano di farla conoscere ed amare anche dagli altri, e cooperano, con i mezzi suggeriti dalle circostanze, alla diffusione del suo culto.
È quindi una devozione da viversi in profondità; una devozione che si inserisce nel tessuto della vita cristiana, come motivo di speranza e come stimolo ad una maggior fedeltà nel servizio di Dio e della Chiesa.

Colui che riveste lo Scapolare si impegnerà nell' ossequio di Cristo e di Maria, come è inteso e vissuto secondo il carisma dell'Ordine carmelitano.

I membri della Famiglia carmelitana vivono tale loro impegno in diversi modi: nell'intimità de loro rapporto con Dio, nella vita fraterna, nell'apostolato, nella vita sociale. Tale "ossequio" si concretizzerà nel * vivere da "fratelli" o "sorelle" di Maria in comunione con il Carmelo. Ciò comporta un impegno per approfondirne lo spirito, viverne gli ideali e la storia, pregare e collaborare con esso, perché nella fedeltà al proprio carisma e alla propria vocazione, esso rifletta nel mondo Maria che dona a tutti Gesù.

E infine un vera devozione non può che dare a Maria sempre più spazio nella propria vita,

- cercando di vivere nel proprio ambiente la fedeltà al Signore con lo spirito della Madonna:

- imitando la "Vergine orante" che "custodiva la parola di Dio nel suo cuore" (cf Lc 2, \9.51), e dedicando qualche tempo all'incontro con Dio nella preghiera, partecipando con fede al culto della Chiesa, specialmente nell'Eucaristia, recitando ogni giorno qualche Ora Liturgica o alcuni salmi o il santo rosario. Fare in modo che, nell'attenzione alla presenza del Dio vivo, ogni aspetto della vita diventi una preghiera, pur nella realtà degli impegni e del lavoro.

Lo Scapolare è segno dell'amore di Maria, specchio della bontà e della misericordia della SS. ma Trinità. L'impegno di vita è risposta a quell'amore, ed è frutto delle ricchezze ed energie spirituali riversate nel cuore dei devoti.

 

 

Lo Scapolare 

Lo Scapolare è essenzialmente un "abito".
Indica una striscia di stoffa che i monaci indossavano sopra l'abito religioso durante il lavoro manuale.

Col tempo assunse un significato simbolico: quello di portare la croce di ogni giorno, come i discepoli e i seguaci di Gesù.

In alcuni Ordini religiosi, come nel Carmelo, lo Scapolare divenne segno della loro identità e della loro vita. Per questo, chi lo riceve diventa membro della Famiglia Carmelitana, e si impegna a vivere la sua spiritualità con le caratteristiche del proprio stato di vita. Lo Scapolare o "abitino", infatti è l'abito in miniatura di questo Ordine, il quale per vivere "nello ossequio di Gesù Cristo" , ha scelto l'esperienza spirituale di familiarità con Maria, sorella, madre e modello.

Madonna e Gesù che porgono lo scapolareLo Scapolare è, quindi, il segno sensibile, approvato dalla Chiesa, con il quale rendiamo manifesta la nostra consacrazione a Maria e i vincoli che ci legano a Lei.

"Chi indossa lo Scapolare- come affermò esattamente Pio X - per mezzo di esso viene associato, in modo più o meno stretto, all'Ordine Carmelitano".
Egli perciò deve sentirsi impegnato ad una speciale dedizione alla Vergine, al suo culto e alla sua imitazione: elementi essenziali di quella vocazione carmelitana di cui nella Chiesa lo Scapolare rende partecipi.

Così lo hanno considerato i numerosi Santi, che hanno mai voluto separarsene e che lo hanno considerato vincolo di unione ad una famiglia religiosa, di cui volevano vivere l'impegno di particolare dedizione alla Madonna, sicuri della sua speciale protezione materna durante la vita e nell'ora della morte.
"Per tutti coloro che lo indossano, lo Scapolare diventi - come disse ancora Pio XII - memoriale della Madonna, specchio di umiltà e di castità, breviario di modestia e di semplicità, eloquente espressione simbolica della preghiera d'invocazione dell'aiuto divino". In tale ottica, anche il "segno" costituito dallo Scapolare ha il significato più autentico.


Norme pratiche.

 

 

I "privilegi" dello Scapolare

Lo Scapolare non è un talismano o un qualcosa di magico, che produce automaticamente determinati effetti, una garanzia automatica di salvezza, una dispensa dal vivere le esigenze della vita cristiana. I "privilegi" dello Scapolare sono grazie e favori che la Madonna ottiene da Cristo Signore per i suoi figli devoti, come premio della loro dedizione generosa.

Maria soccorre le anime del purgatorioDa oltre sette secoli i fedeli portano lo Scapolare del Carmine per assicurarsi la protezione di Maria in tutte le necessità della vita, e, in particolare, per ottenere mediante la sua intercessione, la
salvezza eterna e
una sollecita liberazione dal Purgatorio.
La promessa di queste due grazie - dette appunto "Privilegi dello Scapolare" - sarebbe stata fatta dalla Madonna a S. Simone Stock e al Papa Giovanni XXII.
Ma la fiducia dei fedeli, più che nelle visioni e trova un saldo fondamento nella dottrina della Chiesa. Essa ci conferma che la Madonna, secondo il piano di Dio, è associata strettamente a Cristo in tutta l'opera della salvezza, e ora, anche in cielo, "con la sua molteplice intercessione, continua ad ottenerci la grazia della vita eterna" (Concilio Vaticano II, Costituzione "Lumen Gentium" 62).
L'intervento della Madonna in favore degli uomini non oscura, né diminuisce l'unica mediazione del Signore, ma ne mostra l' efficacia, perché l'azione di Maria è frutto della sovrabbondanza dei meriti del Salvatore.
"Perciò la Chiesa non dubita di riconoscere apertamente questa funzione subordinata di Maria... che opera affinché i fedeli, sostenuti da questo materno aiuto, siano più intimamente uniti col Mediatore e Salvatore" (ivi).

Chi indossa lo Scapolare, mette la sua vita al servizio della Madonna, si lega a Lei con un vincolo di amore, e può stare certo che in Lei troverà protezione e aiuto nei momenti difficili, specialmente nella soluzione dei problemi più importanti: quello della salvezza eterna e della sollecita liberazione dal Purgatorio.

Consideriamo questi "privilegi" un po' più dettagliatamente, per chiarire meglio le idee e dissipare eventuali equivoci.

Più recentemente, grazie ad una conoscenza più profonda della nostra tradizione, frutto della ricerca e del processo di rinnovamento in tutta ala Chiesa, si è cambiata l'impostazione della religiosità popolare e, perciò, della devozione dello Scapolare.

La storia e l'evoluzione della devozione a Maria attraverso lo Scapolare presenta oggi varie categorie di devoti che, tenendo presente il grado d'identificazione e di appartenenza alla famiglia del Carmelo, possono riassumersi nei seguenti:

Imposizione dello scapolare

LA FORMULA "BREVE"

PREGHIERA DI BENEDIZIONE

Il ministro con le braccia allargate, pronuncia questa preghiera di benedizione:

R/. Amen.

Segue l’aspersione con l’acqua benedetta

 

IMPOSIZIONE DELLO SCAPOLARE

Il ministro impone quindi lo Scapolare a ciascun fedele che lo ha richiesto e dice:

R/. Amen

Se necessario, il ministro può dire una volta per tutti, a voce alta, la formula dell’imposizione dello Scapolare. Tutti rispondono insieme ‘Amen’ e si accostano al ministro per ricevere lo Scapolare.

Terminata l’imposizione, il ministro rivolge a tutti queste parole:

Dopo aver spiegato brevemente e con chiarezza gli impegni e gli obblighi che comporta l’ammissione alla famiglia del Carmine in forma istituzionale, il ministro conclude il rito con una solenne benedizione.

 

CONCLUSIONE DEL RITO

Il ministro stendendo le mani sui presenti:

Min. Il Padre vi inondi del suo amore misericordioso donatoci in Cristo Gesù figlio della Vergine Maria. R/. Amen

Min. Gesù Cristo vi faccia partecipi dell’amore del Padre nel calore materno della Vergine del Carmelo sì che diventiate operatori di ogni bene.
R/. Amen.

Min. Lo Spirito che vi ha ispirato di porvi sotto il manto di Maria, vi faccia apostoli nel cammino della pace e della giustizia.
R/. Amen.

Min. E la benedizione di Dio onnipotente Padre e Figlio e Spirito Santo discenda su di voi e con voi rimanga sempre.
R/. Amen

oppure:

Min: Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R/. Amen.

* La celebrazione può terminare con un canto mariano adatto, come ad esempio, Flos Carmeli, Salve Regina, Sub tuun praesidium.*

Beato Isidoro Bakanja

Nato verso il 1885 a Mbilankamba nello Zaire (ora Repubblica Democratica del Congo). Membro della Confraternita dello Scapolare del Carmelo, morto perché non ha voluto togliersi lo Scapolare.

beato Isidoro BakanjaIsidoro è un giovane convertito al cattolicesimo. Ricevette l’istruzione dai Missionari Trappisti belgi.

Per lui lo Scapolare, insieme al Santo Rosario, era un segno visibile della sua fede, più che un’uniforme che distingue un soldato. Per questo motivo, quando il suo padrone, ateo, gli ordinò di togliersi lo Scapolare, egli si rifiutò, e in cambio ricevette delle frustate che lasciarono sulla sua schiena ferite incurabili.

I sei mesi e mezzo successivi vissuti nel tormento sono stati più penosi delle stesse frustate.
Quando i Missionari stavano amministrandogli gli ultimi Sacramenti, lo sollecitarono di perdonare all’uomo che lo aveva frustato. Isidoro rispose:
L’ho già perdonato, e quando sarò nel paradiso, ho l’intenzione di pregare anche per lui.


Morì abbracciando lo Scapolare e il rosario l’8 o il 15 agosto 1909.
Due dei pochi documenti ufficiali ancora esistenti di Isidoro sono la sua iniziazione alla vita cristiana e la iscrizione alla Confraternita dello Scapolare del Carmelo.

Il 24 aprile 1994, in Piazza San Pietro a Roma è proclamato Beato da Giovanni Paolo II.

 

Preghiere alla Madonna del Carmine

SUPPLICA

O Dio, vieni a salvarmi
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre..
.

O Vergine Maria, Madre e Regina del Carmelo, in questo giorno che ricorda la tua tenerezza materna per chi piamente indossa il santo Scapolare, innalziamo le nostre preghiere e, con confidenza di figli imploriamo il tuo patrocinio.

Tu vedi, o Vergine santissima, quante prove temporali e spirituali ci affliggono: volgi il tuo sguardo di misericordia su tali miserie, e da esse libera noi che ti invochiamo, ma liberane anche coloro che non t’invocano, perché imparino a invocarti.

Il titolo con il quale oggi ti celebriamo, richiama il luogo scelto da Dio per riconciliarsi con il suo popolo, quando questo, pentito, volle ritornare a Lui. Dal monte Carmelo, infatti, il profeta Elia innalzò la preghiera che, dopo lunga siccità, ottenne la pioggia ristoratrice, segno del perdono di Dio: la preannunciò con gioia il santo Profeta quando vide levarsi dal mare una nuvoletta bianca che in breve tempo ricoprì il cielo. In quella nuvoletta, o Vergine Immacolata, i tuoi figli Carmelitani hanno visto te, sorta purissima dal mare contaminato dell’umanità, che nel Cristo ci hai dato l’abbondanza di ogni bene; e con quella visione nel cuore essi andarono e vanno nel mondo a parlare e a testimoniare te, i tuoi insegnamenti, le tue virtù. In questo santo giorno sii per noi sorgente di grazie e di benedizioni.

Ave, Maria

Per dimostrarci più chiaramente il tuo affetto, o Madre nostra, tu riconosci come simbolo della nostra devozione filiale lo Scapolare che piamente portiamo in tuo onore e che tu consideri come tua veste, e noi come segno della nostra consacrazione a te.

Vogliamo renderti grazie, o Maria, per il tuo Scapolare. Quante volte, però, ne abbiamo fatto poco conto; quante colte abbiamo trascurato quell’abito che doveva essere per noi simbolo e richiamo alle tue virtù! Ma tu perdonaci e fa’ che il tuo santo Scapolare ci sia di difesa contro i nemici dell’anima e del corpo, richiamandoci il pensiero di te e dell' amore nel momento  della tentazione e del pericolo.

O madre nostra tutta santa, in questo giorno che ricorda la tua continua bontà verso di noi che viviamo la spiritualità’ del Carmelo, commossi e fiduciosi, ti ripetiamo la preghiera che da secoli ti rivolge l’Ordine a te consacrata:

"Fior del Carmelo - vite fiorente
splendore del cielo,
tu solamente - sei Vergine, Maria.
Madre mite - e intemerata, -
ai figli tuoi - sii propizia - stella del mare"
.

Questa invocazione segni l’aurora di un ‘era nuova di santità per tutti i popoli, per la Chiesa e per il Carmelo. Desideriamo rimanere saldi in questo nobile proposito, perché diventino realtà le parole che interessano tanto il Carmelo fin dai primi momenti della sua esistenza: "Molte volte e in molte maniere i santi padri hanno stabilito che ciascuno deve vivere nell’ossequio di Gesù Cristo e servire fedelmente a Lui con cuore puro e buona coscienza".

Ave, Maria

O Maria, è grande il tuo amore per tutti i devoti del tuo Scapolare. Non contenta di aiutarli perché vivano in modo da evitare la condanna eterna, ti prendi cura di abbreviare ad essi le pene del Purgatorio, per affrettare l’ingresso in Paradiso. Questa è una grazia, o Maria, che rende più luminose tutte le altre grazie, e degna di una madre misericordiosa quale sei tu.

Veramente come regina del Purgatorio, tu puoi mitigare le pene di quelle anime, ancora lontane dalla gioia di Dio. Pietà ti prenda, dunque, oh Maria, di tutti i tuoi figli che pieni di speranza aspettano di entrare in cielo per vedere e udire ciò che occhio mai vide e orecchio d’uomo mai udì. In questo bel giorno si sveli loro la potenza della tua intercessione materna.

Noi ti supplichiamo, o Vergine, per le anime dei nostri cari e per quelle che in vita furono rivestite del tuo Scapolare e si impegnarono a portarlo con decoro, ma non vogliamo dimenticare tutte le altre che aspettano il dono della visione celeste. Per tutte ottieni che, purificate dal Sangue innocente di Cristo, siano ammesse quanto prima alla felicità senza fine. Anche noi ti preghiamo! Per gli ultimi momenti del nostro pellegrinaggio verso Cristo, perché nulla ci impedisca di accoglierlo nella sua nuova venuta. Prendici per mano e guidaci al godimento dei frutti del tuo Carmelo, giardino di delizie eterne.

Ave, Maria

Tutte le altre grazie vorremmo chiederti, o nostra dolcissima Madre! In questo giorno che i nostri padri dedicarono alla gratitudine per te, ti supplichiamo di beneficiarci ancora. Impetraci la grazia dei mali del corpo e dello spirito; concedici le grazie d’ordine temporale che vorremmo chiederti per noi e per il nostro prossimo.

Tu puoi esaudire le nostre richieste; e abbiamo fiducia che le esaudirai per l’amore che nutri verso il tuo Gesù e verso di noi, che a te siamo stati affidati come figli.

E ora benedici tutti noi, o Madre della Chiesa e Regina del Carmelo. Benedici il Sommo Pontefice che in nome di Gesù guida ai pascoli ubertosi il popolo di Dio; concedigli la gioia di trovare pronta e leale risposta ad ogni sua iniziativa a beneficio dell’uomo. Benedici i vescovi, i nostri Pastori; le vocazioni sacerdotali e religiose, speranze della Chiesa; tutti i sacerdoti. Benedici quanti soffrono a causa delle aridità dello spirito e delle prove della vita. Illumina gli animi tristi e infiamma i cuori inariditi.

Sostieni quelli che zelano la tua devozioni con il proporre lo Scapolare del Carmelo come richiamo a imitare le tue virtù.

Benedici, infine, le anime del Purgatorio: libera con sollecitudine quelle che ti sono state devote. Sii con noi sempre, nella gioia e nel pianto, ora e nel momento in cui il giorno terreno si spegnerà.

L’inno di ringraziamento qui incominciato, si muti in canto di lode nei cieli dove tu vivi con Cristo, re e Signore per tutti i secoli dei secoli. AMEN

Ave, Maria

- Prega per noi, Madre e regina del Carmelo.
- Perché’ siamo fatti degni delle promesse di Cristo.

PREGHIAMO

Assisti i tuoi fedeli, O Signore, nel cammino della vita; e per l’intercessione della beata Vergine Maria, madre e regina del Carmelo. Fa’ che giungiamo felicemente alla santa montagna, Cristo Gesù, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen

TRIDUO

1 - O Vergine Maria. che ci hai beneficato col dono del santo Scapolare, distintivo dei tuoi figli di predilezione, noi Ti benediciamo per questo tuo dono e Ti chiediamo la grazia di esserne sempre degni, conservandoci puri nel cuore e nel corpo, e meritare così la protezione tua in vita e nel momento della morte.

Ave Maria

2 - O gloriosa Vergine Maria, che fosti simboleggiata nella nube vista dal profeta Elia sul Carmelo, la quale poi riversò la pioggia ristoratrice sulla terra riarsa d'Israele, effondi su di noi le tue materne benedizioni, e dal nostro spirito sempre arido, fa' germogliare propositi santi e sante opere.

Ave Maria

3 - O Vergine Maria, Madre del Carmelo, che nel tuo s. Scapolare ci offri un'arma per il combattimento spirituale, ottienici dal tuo Figlio Gesù lo spirito di fortezza nella lotta contro il male, così che possiamo sempre vincere le insidie del nostro nemico, e possiamo cantare a Dio in eterno l'inno della vittoria e della riconoscenza.

Ave Maria

ATTO DI CONSACRAZIONE

O Maria, madre e decoro del Carmelo, a te consacro oggi la mia vita, quale piccolo tributo di gratitudine per le grazie che attraverso la tua intercessione, ho ricevuto da Dio. Tu guardi con particolare benevolenza coloro che devotamente portano il tuo Scapolare: ti supplico perciò di sostenere la mia fragilità con le tue virtù, d'illuminare con la tua sapienza le tenebre della mia mente, e di ridestare in me la fede, la speranza e la carità, perché possa ogni giorno crescere nell'amore di Dio e nella devozione verso di te.

Lo Scapolare richiami su di me lo sguardo tuo materno e la tua protezione nella lotta quotidiana, sì che possa restare fedele al Figlio tuo Gesù e a te, evitando il peccato e imitando le tue virtù. Desidero offrire a Dio per le tue mani, tutto il bene che mi riuscirà di compiere con la tua grazia; la tua bontà mi ottenga il perdono dei peccati ed una più sicura fedeltà al Signore.

Madre amabilissima, il tuo amore mi ottenga che un giorno sia concesso a me di mutare il tuo Scapolare con l'eterna veste nuziale e di abitare con te e con i Santi del Carmelo nel regno beato del Figlio tuo che vive e regna per tutti i secoli dei secoli. Amen.


PREGHIERA DI RINGRAZIAMENTO

O gloriosissima Maria, madre e decoro del Carmelo, eccomi rivestito dello Scapolare, segno della tua benevolenza verso di me, e della mia consacrazione a te, Vergine Immacolata.

Fa' che ora mi senta anche impegnato ad imitare le tue virtù e in particolare l'umiltà, la purità, la carità. Donami la gioia della tua protezione, Scampami dai pericoli in vita e in morte, e morendo con il tuo aiuto nella grazia del Signore, sia ammesso al più presto a godere la sua visione.

O Vergine santa, assistimi perché io porti sempre con tanto rispetto il suo santo abito e nella mia condotta nulla lo disonori o smentisca la mia devozione verso di te; ottienimi che custodendo con premura la Parola di Dio e compiendo in terra la sua volontà, possa presentarmi a lui rivestito delle tue virtù così da meritare di vivere con lui e con te per tutti i secoli dei secoli. Amen,

O MADRE DEL CARMELO

"O Madre del Carmelo, che ci doni la veste dello Scapolare, Tu ti esprimi e quasi ti identifichi con questo umile "segno" di protezione.
Madre, con questo abito santo Tu abolisci ogni distinzione di persone: esso é per tutti e senza alcun limite. Tu doni un distintivo tuo, non nostro. Doni un segno d'invincibile difesa per ogni tuo figlio.
Tu presti la tua amabile attenzione di Serva del Signore verso noi peccatori ostinati. Ti costituisci come richiamo continuo della nostra dignità di figli di Dio, cui é stata data la veste battesimale della Grazia, e ci aiuti a mantenerla intatta o almeno a ripulirla.
Nello Scapolare poni tutta la tua tenerezza umana di Madre del Verbo fatto Carne e tutta la tua carità divina di prima "ancella" e "discepola" di Cristo.
Ha stabilito con noi un patto di salvezza, impegnando la tua opera di Mediatrice se noi appena ci impegniamo a confidare in Te e a tenerti per Madre nostra.
Madre e Signora del Carmelo, difendici con la tua veste come con una nuova armatura, perché la guerra contro il nostro spirito infuria sempre più. E donaci di raggiungerti in cielo, dove sei coronata di gloria a Dio Trinità. Amen".

(Arnaldo Bostio, carmelitano, 1475.1525)

Canti  

GLORIA DEL LIBANO

Rit.: Gloria del Libano, Maria,

         bellezza del Carmelo:

         rivestiti del tuo santo abito,

         adornaci delle tue virtù.

 Strofe:

                   Hai avvolto in fasce

                   il tuo Figlio, Gesù;

                   con lo stesso amore

                   ci hai rivestiti dello Scapolare.

 

                   Hai accolto Giovanni

                   ai piedi della Croce:

                   accogli anche noi

                  sotto il tuo manto, figli prediletti.

 

                   Alla santa Montagna

                   Tu guidaci, Maria:

                   fa’ che viviamo

                  come tuoi figli, dolce Madre nostra.

 P. Lucio Maria Zappatore, O. Carm.

 

Spiegazione del testo: Il ritornello è una congiunzione tra il brano di Isaia (35, 2) “Le è data la gloria del Libano, lo splendore del Carmelo e di Saron” e una della più antiche e belle antifone carmelitane: “Alma Dei Genitrix, Carmeli gloria montis, nos tua veste indutos, pariter virtutibus orna” (Santa Madre di Dio, gloria del Monte Carmelo, tu, che ci hai rivestiti con il tuo abito, adornaci ugualmente di virtù). 

Le strofe riprendono tre temi cari alla spiritualità carmelitana e che si ritrovano tutti nella lettera che il  Servo di Dio, il Papa Giovanni Paolo II, indirizzò alla famiglia carmelitana il 25 marzo 2001.

 1ª strofa: il gesto di Maria che ci dona lo Scapolare è la continuazione del gesto di amore che Ella ebbe, come madre amorosa, nell’avvolgere in fasce Gesù. 

2ª strofa: ai piedi della Croce, Maria diventa Madre universale di tutti gli uomini: in Giovanni, che l’accolse e fu accolto, è presente tutta l’umanità. (tra l’altro questo è proprio il vangelo del 16 luglio). 

3ª strofa: la salita al Monte, che è Gesù, guidati da Maria, è il tema della colletta della Messa del Carmine, e richiama una delle caratteristiche della spiritualità carmelitana. 

 

Rosa Carmeli

Rit - Rosa Carmeli, florida Maria,
Intra tua nos gere viscera.
Et post mortem trasfer ad aethera,
O Maria!

1 - Radix Jesse, germinans flosculum,
hic adesse me tibi servulum, patiaris.
Inter spinas, quae crescis, lilium,
serva puras mentes fragilium, tutelaris.

2 - Per incerta prudens consilium,
per adversa juge solatium largiaris.
Armatura fortis pugnantium;
furunt bella, offer praesidium Scapularis.

3 - Mater dulcis, virgo purissima,
cristianis esto propitia, Stella maris.
Paradisi clavis et janua,
fac nos duci quo, Mater, gloria coronaris.

(traduzione) Rit - O Rosa del Carmelo, o Maria Madre - tienici sul tuo seno; e dopo la morte, portaci in cielo. 1 - O Radice di Jesse che hai germinato il fiore, Gesù, permettimi di starti vicino. Tu, che cresci come un giglio fra le spine, conservaci puri, noi così deboli. 2 - Donaci nei dubbi un prudente consiglio - nelle avversità la tua consolazione. Tu che sei l'armatura forte di chi combatte -. offrici la difesa dello Scapolare, perché infuria la guerra. 3 - Dolce Madre, Vergine purissima, sii propizia ai cristiani, o Stella del mare. Chiave che apre la porta del Paradiso, fa', o Madre, che raggiungiamo il luogo dove sei incoronata regina.

Flos Carmeli

1 - Flos Carmeli, vitis florigera -
splendor coeli, Virgo puerpera, singularis.
Mater mitis, sed viri nescia -
Carmelitis esto propitia,
Stella Maris!

2 - Radix Jesse germinans flosculum -
Hic adesse me tibi servulum patiaris!
Inter spinas quae crescit lilium, -
serva puras mentes fragilium,
tutelaris!

3 - Armatura fortis pugnantium -
furunt bella, tende praesidium Scapularis.
Per incerta prudens consilium, -
per adversa juge solatium
largiaris.

(traduzione italiana) 1 - Fiore del Carmelo, vite feconda, - splendore del cielo, o Vergine Madre, dolce Madre purissima, Stella del mare - sii propizia ai Carmelitani. 2 - O radice di Jesse, che hai germinato il fiore Gesù - permettimi di starti vicino. Tu che cresci come un giglio fra le spine, - conservaci puri, noi così deboli. 3 - Siamo circondati dalla lotta - il tuo Scapolare sia nostra difesa. Donaci prudenza nell'incertezze della vita; - donaci sollievo nelle avversità.

Ave Maria, Regina

1 - Ave Maria, regina dei mortali, - unica speme d'ogni afflitto cor.
A te veniamo della fe' sull'ali - per invocarti, Madre del Signor.
A chi t'implora, soccorri ognora, - dolce Signora, salve!

2 - Ave Maria, regina del Carmelo, - fulgida stella dell'eternità.
Chiama altri figli pel sentier del cielo, - salva i lontani, Madre di bontà.
A chi t'inchina, guarda o Divina - bianca Regina, salve!

Salve Regina

1 - Salve Regina, dolce Madre nostra, - tutta bontà, tutta clemenza e amor.
A te gemendo l'anima si prostra, - sola speranza all'umano dolor.
(due volte)

2 - Orsù quegli occhi tuoi, dolce Maria, - pieni d'amore a noi rivolgi Tu,
sinché si sveli nella Patria, o Pia, - il puro fior del tuo seno, Gesù.
(due volte)

3 - L'umile nostra prece confidente, - benigna ascolta di lassù nel ciel:
ridona al mondo, Vergine clemente, - la pace santa del cuore fedel.
(due volte)