Presentazione

Il presente libro, Le Ore della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, fu scritto da Luisa Piccarreta, “La Piccola Figlia della Divina Volontà”, intorno all’anno 1914, in obbedienza all’autorità ecclesiastica di allora, l’ormai Beato Annibale Maria di Francia. Questa breve presentazione è stata presa in gran parte dalla prefazione della quarta edizione scritta dallo stesso Beato.

Luisa aveva diciassette anni (lei stessa racconta que­sti fatti nel primo dei trentasei volumi che scrisse in ob­bedienza al suo confessore). Nell’ultimo giorno d’una novena di Natale, che Gesù stesso le aveva ispirato di fare, egli la sorprese con un’esperienza straordinariamente viva dei misteri meravigliosi del suo amore. Ecco le parole che le disse Gesù:

“Figlia, rinata per il mio amore, su, levati alla vita della mia grazia e del mio amore; corrispondimi in tutto, e come mi hai fatto compagnia con le nove considerazioni sull’eccesso del mio amore lungo la novena della mia Natività, così continua a fare altre ventiquattro considerazioni circa la mia passione e morte di croce, distribuendole nelle 24 ore della giornata, nelle quali scor­gerai altri eccessi più sublimi del mio amore e mi sarai di continuo sollievo nelle dolorosissime pene che mi vengono dalle ingrate creature; ed in vita sarai del tutto amante della mia sepoltura ed in morte avrai l’ottima parte della mia gloria”.

Circa trentadue anni più tardi, dopo che Luisa giorno per giorno aveva vissuto le Ore della Passione intensamente tutti questi anni, il Beato Annibale Maria di Francia, che era il delegato ecclesiastico per quanto riguardava gli scritti di Luisa e che era venuto a conoscenza di questa sua pia pratica, le diede l’obbedienza di scrivere queste Ore. Ed è così che si diede inizio all’opera, Le Ore della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo.

Fu allora che il Beato Annibale di Francia la pubblicò per la prima volta, e a questa edizione ne seguirono altre sette: cinque in italiano e due in tedesco, e sempre con i dovuti permessi ecclesiastici. Di recente è stata pubblicata anche in inglese e in spagnolo.

Quando Luisa ebbe finito di scrivere Le Ore della Passione, scrisse una lettera che consegnò, insieme con il libro, al Beato Annibale, il quale la incluse nella prefazione quando ne fece la pubblicazione. Ed è per questa lettera che conosciamo quanto Gesù si compiace, e quanti benefici vengono elargiti all’anima, quando questa fa il quotidiano esercizio delle Ore della Passione, come uno che consuma un pane indispensabile alla vita. Ed ecco la lettera inviata da Luisa al Reverendo Canonico Di Francia:

“Ecco finalmente, le rimetto le Ore scritte della Passione, e tutto a gloria di Nostro Signore. Le accludo pure un altro foglietto in cui si contengono gli effetti e le belle promesse di Gesù per chi fa queste Ore della Passione.

Io credo che, se colui che le mediterà è peccatore, si convertirà, se è imperfetto diverrà perfetto, se è santo si farà più santo, se è tentato troverà la vittoria, se è sofferente troverà in queste Ore la forza, la medicina, il conforto; e se l’anima sua è debole e povera, troverà un cibo spirituale ed uno specchio dove si rimirerà di continuo per abbellirsi e farsi simile a Gesù nostro modello.

È tanto il compiacimento che ne prova Gesù benedetto dalla meditazione di queste Ore, che vorrebbe che di queste meditazioni vi fosse almeno una copia per ogni città o paese, e si praticassero. Allora avverrebbe che in quelle riparazioni Gesù sentirebbe riprodursi la sua stessa voce e le sue preghiere, quali le elevava al Padre suo nelle ventiquattro ore della sua dolorosa passione; e se ciò si facesse almeno in ogni paese o città da altrettante anime, Gesù pare che mi faccia intendere che la divina giustizia rimarrebbe in parte placata, e verrebbero in parte arrestati e come smorzati i suoi flagelli in questi tristi tempi di strazi e di spargimento di sangue.

Faccia lei, Reverendo Padre, appello a tutti: compia così l’operetta che il mio amabile Gesù mi ha fatto fare.

Onde le dico pure che lo scopo di queste Ore della Passione, non tanto è di raccontare la storia della passione, perché molti libri ci sono che trattano questo pietoso argomento, e non sarebbe stato necessario farne un altro; ma lo scopo è la riparazione, unendo insieme i diversi punti della passione di Nostro Signore con la diversità di tante offese, e insieme a Gesù farne degna riparazione, rifacendolo quasi di tutto ciò che le creature tutte gli debbono.

E da ciò i diversi modi di riparare, in queste Ore. Cioè, in alcuni punti si benedice, in altri si compatisce, in altri si loda, in altri si conforta il penante Gesù, in altri si compensa, in altri si supplica, si prega, si domanda.

Perciò lascio a lei, Reverendo Padre, di far conoscere con una prefazione, lo scopo di questi scritti”.

Perciò in ogni paese, città e nazione formiamo tanti cenacoli di preghiera, in cui queste ventiquattro Ore della Passione vengano meditate e vissute. Come tanti orologi viventi, segnino fedelmente le ore di ogni giornata, e così faremo compagnia a Gesù con il nostro amore, la nostra riparazione e la nostra gratitudine, poiché egli non è amato come merita, anzi i suoi stessi figli l’offendono e lo crocifiggono di nuovo nel loro cuore col chiudere le porte di esso alla grazia, alla Divina Volontà.


Come Funzionano Questi Orologi Viventi

Giacché questo libro diventerà senz’altro una sorgente principale delle vostre meditazioni quotidiane, vorremmo suggerire alcuni modi di meditare Le Ore della Passione.

Il metodo migliore e la meta a cui dovremmo tendere, è di fare individualmente una o due delle Ore ogni giorno, nell’ora corrispondente a quella della giornata, variando le Ore ogni giorno. In questo modo, in breve familiarizzeremo con tutte le Ore della Passione, così da poter meditare mentalmente ogni Ora nello scorrere delle ore della giornata. Allora con quest’assidua meditazione della passione di Nostro Signore, ora per ora, giorno dopo giorno, in noi viene formata, come vita nostra, la stessa vita di Gesù.

Un’altra maniera sarebbe di meditare un’Ora differente ogni giorno, facendone la lettura in famiglia o in gruppo. Con ciò, col trascorrere di ventiquattro giorni, vengono a completate tutte le ventiquattro Ore, per poi ricominciarle da capo. Questo si può fare per esempio, dopo la recita quotidiana del santo rosario, come si suole fare in molte famiglie e associazioni pie. Ricordiamo che un buon orologio non si ferma mai; la vita stessa non conosce sosta. Le offese che Gesù riceve sono continue, quindi anche le riparazioni devono essere senza sosta, continue.

Un altro metodo da adoperare sarebbe di formare un gruppo di ventiquattro persone (che potrebbe includere anche più componenti della stessa famiglia) che si impegnano seriamente alla meditazione giornaliera di una delle ventiquattro Ore assegnate loro. Con ciò l’Orolo­gio della Passione segna ogni giorno tutte e ventiquattro le ore della giornata. Poi di comune accordo, dopo un periodo di tempo, diciamo due settimane o un mese, l’Ora che ciascuno stava meditando scatta in avanti di un’ora. Per esempio, colui che faceva l’Ora dalle 8 alle 9 (Gesù innanzi a Pilato) passa avanti e medita l’Ora seguente: dalle 9 alle 10 (Gesù coronato di spine).

Inoltre, i partecipanti alle Ore potrebbero concordare di riunirsi di tanto in tanto, per esempio ogni mese o due, per scambiarsi impressioni, per aiutarsi mutuamente e per meditare insieme una delle Ore per una intenzione particolare. Questa intenzione però deve essere di genere universale come quelle dello stesso Gesù, e mai di genere individualistico. Per esempio, per le intenzioni del Santo Padre, per i sacerdoti, in riparazione delle offese commesse conto l’Eucaristia, in riparazione dei peccati commessi conto la purezza ecc.

Senz’altro questi gruppi possono essere integrati dai Cenacoli della Divina Volontà, ove ogni suo membro s’impegna già a meditare una o due delle Ore. Siamo convinti infatti che una delle occupazioni principali dei Figli del Divin Volere deve essere il meditare e il vivere la passione di Nostro Signore Gesù Cristo.

Da tenere presente che coloro che, per motivi di lavoro e necessità di dormire, trovano difficoltà nel fare la loro Ora all’ora corrispondente del giorno o della notte, possono spostarla a un altro momento che favorisce il buon esercizio di essa. Per esempio, se a qualcuno tocca una delle Ore notturne, come quella dalle tre alle quattro, egli può meditarla prima di coricarsi. Comunque di tanto in tanto questi potrà sacrificare un’ora di riposo per offrire a Gesù anche questo sacrificio. Ricordate il dolce rimprovero che fece Gesù ai suoi amati discepoli nell’Orto del Getsemani, dopo aver dato inizio alla sua agonia: “Non potevate vegliare un’ora con me?”.

Fare un’Ora della Passione significa leggerla con attenzione, meditarla, contemplarla, viverla intensamente. Sì, perché non si tratta di leggere nel modo come pare ad ognuno, ma di fondersi nella Divina Volontà in questo modo particolare e speciale, ispirato da Gesù stesso nel suo infinito amore per noi. Facendo così, succede che la sua vita interiore, tutto quanto egli faceva durante la sua dolorosa passione, viene duplicato continuamente in noi.

Però è molto importante, per chi si impegna a meditare queste Ore, rimanere fedele ogni giorno alla parola data. Il fatto che si ripeta la stessa Ora per più giorni non deve destare noia, giacché quando la si medita con attenzione e con tutto l’amore che merita, sempre si trova qualcosa di nuovo. Oltre a ciò è bene essere costanti nell’esercizio fedele delle Ore, non badando se piace a noi o no, ma se piace a Gesù. Di conseguenza succederà che anziché essere di peso, sarà una sorgente perenne di grazia e d’amore. Coll’andare del tempo, toccheremo con mano che gli effetti e le promesse di Gesù si stanno realizzando in noi, e così diventerà l’agognato pane nostro quotidiano.

Meditare Le Ore della Passione significa ricevere una nuova formazione che ci porta a vivere una vita nuova, la vita di Gesù, anzi la sua vita interiore. In breve tempo costateremo che questo atto non corrisponde ad una semplice lettura che stiamo facendo delle Ore, ma che a poco a poco di esse ci si sta riempiendo la mente e il cuore durante la giornata, sia quando siamo occupati con qualche faccenda, sia quando ci troviamo in compagnia di altre persone. Insomma, sentiremo con chiarezza che di giorno in giorno, di ora in ora, è Gesù che sta vivendo la sua stessa vita divina in noi e che egli ci sta trasformando in sé.

Infine vogliamo raccontare un aneddoto molto interessante, che è accaduto al tempo della prima pubblicazione delle Ore della Passione, intorno all’anno 1914. Erano quelli i tempi in cui molte delle signorine che spesso andavano a visitare Luisa, mentre insieme con lei confezionavano lini per l’altare ed arredamenti per la chiesa, meditavano Le Ore della Passione. Molte di loro le sapevano addirittura a memoria.

Ebbene una volta quando il Beato Annibale Di Francia andò alla casa di Luisa, le raccontò cosa gli era successo durante una delle sue frequenti visite al Papa San Pio X. Mentre conversavano insieme, Padre Annibale volle fargli conoscere il libro Le Ore della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, che egli stava diffondendo. Allora lesse alcune pagine dal libro al pontefice, per l’appunto dall’Ora della crocifissione. Arrivato che fu ad un certo punto della lettura, il papa lo interruppe, dicendogli: “Padre, questo libro si dovrebbe leggere in ginocchio: è Gesù Cristo che sta parlando!”.

I Figli del Divin Volere


 

 


Come Gesù prima della passione volle benedire la sua Mamma

Dal Volume 12 del 28 novembre 1920 (141)

[Luisa dice:]

Stavo pensando quando il mio dolce Gesù, per dar principio alla sua dolorosa passione, volle andare dalla sua Mamma a chiederle la sua benedizione, ed il benedetto Gesù mi ha detto:

“Figlia mia, quante cose dice questo mistero! Io volli andare a chiedere la benedizione alla mia cara Mamma per darle occasione che anche essa mi chiedesse la benedizione; erano troppi i dolori che doveva sopportare ed era giusto che la mia benedizione la rafforzasse; è mio solito che quando voglio dare chiedo. E la mia Mamma mi comprese subito, tanto vero che non mi benedisse se non quando mi chiese la mia benedizione, e dopo benedetta da me mi benedisse lei.

Ma questo non è tutto: per creare l’universo dissi un Fiat e col solo Fiat riordinai ed abbellii cielo e terra; nel creare l’uomo il mio alito onnipotente gl’infuse la vita. Nel dar principio alla mia passione volli, con la mia parola onnipotente e creatrice, benedire la mia Mamma, ma non era solo lei che benedicevo. Nella mia Mamma benedicevo tutte le creature, era lei che teneva il primato su tutto, ed in lei benedivo tutti e ciascun pensiero, atto, parola ecc. Benedivo ciascuna cosa che doveva servire alla creatura, come quando il mio Fiat onnipotente creò il sole e questo sole che, senza diminuire né di luce né di calore, sta per tutti e per ciascun mortale facendo il suo corso; così la mia parola creatrice benedicendo, restava in atto di benedire sempre, sempre, senza mai cessare di benedire, come mai cesserà di dare la sua luce il sole a tutte le creature.

Ma non è tutto ancora: con la mia benedizione volli rinnovare i pregi della creazione, volli chiamare il mio celeste Padre a benedire per comunicare alla creatura la potenza, volli benedire a nome mio e dello Spirito Santo per comunicare la sapienza e l’amore, e così rinnovare la memoria, l’intelletto e la volontà della creatura restituendola sovrana di tutto. Sappi però che nel dare voglio, e la mia cara Mamma comprese, e subito mi benedisse, non solo per sé, ma a nome di tutti.

Oh! Se tutti potessero vedere questa mia benedizione, la sentirebbero nell’ac­qua che bevono, nel fuoco che li riscalda, nel cibo che prendono, nel dolore che li affligge, nei gemiti della preghiera, nei rimorsi della colpa, nell’abbandono delle creature, in tutto sentirebbero la mia parola creatrice che loro dice (ma sventuratamente non sentito): “Ti benedico nel nome del Padre, di me Figlio e dello Spirito Santo; ti benedico per aiutarti, per difenderti, per perdonarti, per consolarti; ti benedico per farti santo”. E la creatura farebbe eco alle mie benedizioni col benedirmi anche essa in tutto; questi sono gli effetti della mia benedizione, in cui la mia Chiesa ammaestrata da me mi fa eco, e quasi in tutte le circostanze, nelle amministrazioni dei sacramenti ed altro, dà la sua benedizione”.